Di glifosato, cancro e sentenze giuridiche

San Francisco, venerdì 10 agosto. L’ex giardiniere quarantaseienne Dewayne Johnson

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che, purtroppo per lui, non è Dwayne Johnson

raccoglie in tribunale una vittoria storica: la giuria stabilisce che Bayer, il produttore dell’erbicida Roundup, è responsabile del cancro da cui l’uomo è affetto e condanna la multinazionale del farmaco a pagargli un risarcimento di 289 milioni di dollari. Bayer farà certamente ricorso, ma intanto si stima che sulla scia di questa sconfitta altre quattromila cause più o meno identiche siano pronte a partire.

Con ordine

Il Roundup è l’erbicida a base di glifosato, una molecola famosa per le controversie sulla sua supposta cancerogenicità.

Quando le agenzie hanno ribattuto la notizia della sentenza, è bastato qualche nanosecondo perché comparissero sui social (ma anche sui giornali – che mi guardo bene dal linkare) i proclami del tipo “il tribunale ha stabilito definitivamente che il glifosato è cancerogeno!!!11!!UNO!”, subito seguiti da quelli (scritti dai più studiati, ché sono cose di scienza) che lamentavano di come “una giuria scelta a caso ha deciso una verità scientifica per alzata di mano, è uno scandalo”.

Andiamo con calma, allora.

Monsanto/Bayer

Comincio con un chiarimento: parlo di “Bayer” e non di “Monsanto” perché l’azienda dell’agrobiotech è stata recentemente oggetto di un’acquisizione da parte dello storico leviatano tedesco della farmaceutica; l’anno scorso, l’Unione Europea fermò l’acquisizione, perché l’antitrust europeo aveva giusto giusto un paio di perplessità circa i problemi che dare vita alla “più grande società integrata del mondo di pesticidi e sementi” avrebbe creato… ma niente di che, perché all’inizio di questa primavera le resistenze sono venute meno e poco dopo è stato annunciato che il marchio Monsanto avrebbe smesso di esistere.
Siccome la sentenza di cui parliamo è del 10 agosto 2018 mentre la fusione si è conclusa il 7 giugno dello stesso anno, farò riferimento a “Bayer”, sebbene tutte le fonti parlino di “Monsanto”.

In questa storia, quindi, il “Golia” di turno è davvero perfetto per interpretare il ruolo della multinazionale del male degna di una distopia cyberpunk: diavolo, parliamo di una mostruosità barocca che faceva un netto di più di sette miliardi di euro PRIMA dell’acquisizione!

E che solo nel 2017 ha speso quattro miliardi e mezzo di euro in ricerca e sviluppo. Tre anni prima, l’Italia ne ha spesi poco meno di 6.7, però per tutta l’università.

Eh ma che bastarde, ‘ste Big Pharma.

Giusto per curiosità, fà vedere che posizioni aperte hanno, nel settore R&D…

Il glifosato

Come dicevo, il glifosato è il principio attivo del diserbante Roundup, l’erbicida più usato al mondo della storia umana, e di gran lunga.

Glyphosate-3D-balls
Per gli amici, N-(fosfonometil)glicina

Il Roundup è in commercio dal 1974; oltre al glifosato, contiene agenti che ne facilitano la penetrazione all’interno della pianta e l’adesione alla superificie fogliare. Il suo grande successo commerciale è dovuto al fatto che il glifosato è un eccellente erbicida aspecifico, nel senso che ammazza tutte le erbe con cui entra in contatto (o quasi, perché delle erbe resistenti le sviluppa anche lui) e ha due importanti vantaggi:

– agisce quando viene spruzzato sulle foglie
– uccide anche le radici ed eventuali fusti sotterranei (rizomi) delle piante

Poche altre sostanze sono controverse quanto il glifosato. Come spesso accade con i pesticidi di largo uso, le preoccupazioni si incentrano sul fatto che è facile che dei residui di erbicida siano ancora presenti sui cibi (e in effetti un report commissionato da Food Democracy Now! e The Detox Project ce li ha trovati) e che, una volta ingeriti, possano essere tossici o cancerogeni. Inoltre, l’introduzione delle sementi “Roundup Ready”, ossia di sementi geneticamente modificate per resistere al Roundup (sementi ovviamente brevettate da Monsanto), ha generato ondate di ostilità verso la multinazionale di rara portata.

Fare una panoramica completa sulle controversie cui il glifosato è andato incontro (e limitandosi a quelle tossicologiche) sarebbe materiale per una vera review

, che comunque chiunque troverebbe insopportabilmente noiosa

: qui mi limito a dire che già nel 2015 il glifosato fu il protagonista di una sorprendente controversia su scala internazionale, perché l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, pubblicò un parere in cui lo giudicò “probabilmente cancerogeno”. La sorpresa era dovuta al fatto che questa conclusione andava dalla parte opposta rispetto ad un parere dell’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, e ad uno dell’Echa, quella per le sostanze chimiche; il parere dell’Efsa, tra l’altro, fu poi oggetto di una contestazione da parte di una novantina di scienziati, ma l’agenzia rispose pubblicamente rimanendo sulle proprie posizioni e difendendo la bontà dei metodi adottati. Due anni dopo sostenne anche che non ci sono prove né preoccupazioni che il glifosato alteri i meccanismi ormonali.

Ma aspetta, c’è un altro colpo di scena: un’inchiesta della Reuters fece emergere che lo Iarc, nel passare dalle bozze alla versione definitiva del proprio report, ne aveva fondamentalmente ribaltato le conclusioni, passando dall’escludere il ruolo del glifosato come cancerogeno renale per i topi al supporre che la responsabilità fosse proprio dell’erbicida. Lo Iarc non ha mai replicato.

Come che sia, l’anno scorso l’EU approvò l’uso del glifosato per altri cinque anni. Nel frattempo, nessuna prova che il diserbante sia cancerogeno è stata trovata, neppure fra i lavoratori agricoli (ad eccezione di una possibile correlazione col mieloma multiplo, comunque incerta). In alcune situazioni in cui gli agricoltori non usano i dispositivi di protezione e bevono acqua contaminata, il glifosato sembra avere un ruolo nel determinare una patologia renale cronica… ma in effetti non è molto sorprendente che se usi pochi vestiti e non ti proteggi mentre spruzzi diserbanti e bevi acqua contaminata tutti i giorni, poi starai male.

Insomma, trarre conclusioni è davvero difficile. Per esempio, uno studio brasiliano ha concluso che il glifosato causa problemi respiratori importanti ai girini della rana toro americana, ma questo non significa assolutamente nulla relativamente all’esposizione ed ingestione da parte degli esseri umani (però significa anche che le problematiche ecologiche legate ai pesticidi restano tutt’altro che trascurabili).

Il caso Johnson

E veniamo finalmente al caso di cronaca di questi giorni: Dewayne Johnson ha lavorato come giardiniere dal 2012, ed era addetto a spruzzare il Roundup, a volte anche per ore di seguito. Due anni dopo gli venne diagnosticato un linfoma non Hodgkin, che oggi è in stadio terminale e gli causa forti dolori.  Mentre scrivo, a Johnson restano probabilmente pochi mesi di vita, il che è un pensiero davvero molto doloroso. Per lui e la famiglia mi dispiace moltissimo, so cosa voglia dire vedere una persona non ancora cinquantenne dover morire a causa del cancro e, per quello che può valere, hanno i miei completi rispetto e solidarietà.

Ciò che ha convinto la giuria (popolare, lo ricordo) a giudicare Bayer colpevole di aver messo Johnson in pericolo è stata la lettura di alcuni documenti interni dell’allora Monsanto: mail interne in cui responsabili di prodotto si chiedono “come combattere” la diffusione di studi che mostrano una possibile correlazione fra l’esposizione al Roundup e l’insorgenza… proprio del linfoma non Hodgkin, prove che esperti che lavoravano per Monsanto decenni fa e che sono stati sostituiti dopo aver espresso preoccupazioni circa la sicurezza del Roundup e così via.

La giuria, dunque, è stata convinta dalla difesa di Johnson che Bayer fosse nelle condizioni di sapere che il Roundup era pericoloso. E che sia in qualche modo responsabile della malattia nonché della futura morte dell’uomo.

Troppi “che”, ma è ferragosto e non so come uscirne. Abbiate pazienza.

In conclusione

Ancora una volta, in conclusione… nulla. Decenni di studi scientifici non hanno trovato una prova definitiva circa la tossicità o la cancerogenicità del Roundup, non c’è molto da aggiungere.

Diverso è giudicare la sentenza,

se proprio uno ritiene necessario farlo, ecco

perché occorre tenere presente che i giurati hanno assistito in aula ad accuse rivolte a Bayer di essere “andati contro la scienza

occielo

, hanno letto email estrapolate dal contesto e sono stati sottoposti ad articoli scientifici accuratamente selezionati dall’accusa… non è che si siano messi a fare una revisione della letteratura per poi uscire dalla sala consiliare gridando “Eureka! Il glifosato è cancerogeno!“.
No, l’idea è piuttosto che siano stati impressionati dagli elementi portati alla loro attenzione. Comprensibilmente, tra l’altro.

Non significa nemmeno che Bayer sia certamente innocente eh, né che il Roundup sia così sicuro che si potrebbe usare come base per alcuni cocktail; voglio solo dire che una scorsa della letteratura scientifica esistente sul glifosato, anche molto sommaria,

non che la mia lo sia stata, sia chiaro, anzi è stata incredibilmente accurata ed approfondita; sarà stata anche di, non so, un’ora, un’ora e mezza…

permette rapidamente di trovare tutto ed il contrario di tutto. Di sicuro l’uso dei pesticidi (erbicidi ed anticrittogamici… roba che ammazza le piante infestanti e gli insetti, dai) è un tema complesso

oh, io lo so che mi ripeto, ma alla fine l’unico messaggio che vorrei veramente passasse è quello

, che non può essere affrontato partendo con l’idea di “convincere” qualcuno della bontà della propria posizione.

Non è il mio campo e mi fermo qui. Di sicuro però dare giudizi sommari e sbilanciati (“pesticidi e ogm sono fantastici, i salvatori dell’umanità” “no, sono il male, viva il bio e il resto è Satana”) non è mai una grande idea, parlando di temi del genere.

Uh, e neanche dire “hanno deciso la verità scientifica per alzata di mano” o “ecco, è la prova che il glifosato è cancerogeno!” lo è.

Ma spero si capisse.


GRAZIE di aver letto sin qui! Fatemi sapere che ne pensate nei commenti e se avete domande, curiosità, critiche o commenti vari da fare non esitate, qui o tramite la pagina di Contatto! Se siete interessati al processo, potete trovarne tutti gli atti sulla pagina dello studio legale che ha difeso Johnson.
Se siete esperti di qualcuno dei temi toccati e avete correzioni da fare per favore non esitate a segnalarmele.

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2 pensieri riguardo “Di glifosato, cancro e sentenze giuridiche

  1. Il Roundup poteva essere cancerogeno nelle prime formulazioni ma non a causa del Glifosate ma per via di alcuni conformulanti poi sostituiti, mi pare di ricordare, negli anni ’90; da lì l’equivoco tra chi testava il Roundup e chi invece il Glifosate.

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