Le miracolose proprietà del corno di rinoceronte

Thandi
Thandi è sopravvissuta ad un attacco dei bracconieri. Quasi nessuno dei suoi simili è così fortunato. (Foto: Grahamstown)

Questo primo quarto del 2017 verrà ricordato per alcune azioni di bracconaggio di una violenza spaventosa.

Tutto inizia la notte fra il 20 e il 21 febbraio. Alcuni bracconieri assaltano l’orfanotrofio per rinoceronti Thula Thula a KwalaZulu Natal, Sud Africa: riescono a sopraffare la guardia armata, sparano ad un giovane rinoceronte orfano, gli segano via il corno; poi strappano anche quello di un altro piccolo, lasciandolo con ferite così orrende che dovrà essere soppresso. Quindi aggrediscono e rapinano lo staff.

Un paio di settimane dopo, parco zoologico di Thoiry, circa 50 chilometri ad ovest di Parigi, Francia: i bracconieri si introducono nottetempo nel parco, uccidono il rinoceronte Vince e riescono a portarsi via uno dei suoi corni. È il primo caso mai registrato di bracconaggio di un rinoceronte in uno zoo, nel cuore dell’Europa.

Un massacro alimentato dalla leggenda

Questi due casi, abbastanza scioccanti, esemplificano bene il livello di frenesia in cui da qualche anno a questa parte è entrata la caccia di frodo ai danni dei rinoceronti. Fino al 2007, in Sud Africa venivano uccisi più o meno 13 rinoceronti all’anno (e vabbè); ma dal 2008 a fine 2016, i bracconieri hanno ucciso 7115 rinoceronti sul territorio sudafricano. Nel 2013 i rinoceronti sono stati dichiarati (di nuovo) estinti in Mozambico, ed un paio di anni prima la stessa sorte è toccata ai rinoceronti di Giava del Vietnam.

Che cavolo è successo?

“Eh, li venderanno ai cinesi che…”
E invece no. E’ vero che il corno di rinoceronte (o “Xi Jiao”) è uno dei rimedi della farmacopea tradizionale cinese, ma dal 1997 questo è stato ufficialmente sostituito nelle preparazioni, e la Cina ne ha vietato il commercio. E da allora la domanda è crollata.

Il grosso della domanda proviene dal Vietnam.

Intorno al 2005-2006, in Vietnam ha cominciato a spargersi la voce che un non meglio precisato politico sia guarito dal cancro grazie al corno di rinoceronte. Da allora questa voce si è sparsa in maniera incontrollata, probabilmente illudendo molti vietnamiti disperati. Curiosamente, nella medicina tradizionale cinese lo Xi Jiao non serve affatto a far guarire dal cancro (pag.23), ma è indicato per molti altri usi, tra cui soprattutto per il trattamento della febbre e per la sua azione detossificante.

Più che a peso d’oro

Da questo al “lo bevo per farmi passare la sbornia” il passo è breve. Specie in un Paese in cui

Grinder
Il corno viene tritato in queste ciotole dal fondo ruvido, poi vi si aggiunge semplicemente un po’ d’acqua e la sospensione che ne esce fuori viene bevuta. Trovo che il dettaglio del rinoceronte dipinto sul bordo ingentilisca il tutto. (Foto: PRI)

il numero dei multimilionari è più che raddoppiato dal 2008 al 2013: il corno di rinoceronte polverizzato è diventato di moda, nelle serate dei ricchi vietnamiti. Di più: è ormai uno status symbol e viene utilizzato come dono per ingraziarsi soci d’affari o funzionari pubblici.
“Beh, certo, e poi lo usano quelli a cui non tira il…”
NO! Questo è interessante: il Compendio di materia medica di Li Shizhen, il testo fondante della medicina tradizionale cinese, non prevede affatto che il corno di rinoceronte venga usato a scopi afrodisiaci. E’ una leggenda che ha iniziato a circolare negli anni’80, proprio nel mondo occidentale.
Solo che recentemente i vietnamiti hanno finito col credere alle nostre dicerie… e adesso si è aggiunto pure l’uso afrodisiaco, ai motivi per cui in Vietnam la richiesta di corno di rinoceronte è schizzata alle stelle – e con essa, il rischio che di questi animali rimanga solo il ricordo.

Bravi tutti.

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Tutto questo ha fatto salire alle stelle il prezzo del corno di rinoceronte. I bracconieri possono venderlo per migliaia di dollari al chilo ai trafficanti, che poi lo rivenderanno sul mercato nero asiatico con guadagni stratosferici: il prezzo finale può arrivare a 100.000 dollari al chilo e un singolo corno pesa in media 13 kg.

Mentre scrivo, l’oro costa poco meno di 40.000 dollari al chilo.

La specie umana non smette mai di stupirmi.

La chimica del corno di rinoceronte

Ora.

Abbiamo detto che un corno di rinoceronte vale una quantità incredibile di denaro perché fa figo (e ok) e perché si dice che possa curare, fra l’altro:

– sbornia
– febbre
– cancro

Da un punto di vista chimico, un corno di rinoceronte è costituito principalmente da:

  • calcio
  • melanina

e soprattutto

  • cheratina

Con ordine.
Il calcio fa bene alle ossa, e ok.  Ma non cura il cancro, né la sbornia, né fa passare la febbre.

Di sicuro non rende fighi, tra l’altro.

La melanina è un pigmento, cioè una sostanza colorata… esatto, quella che rende pelle e capelli colorati. L’aumento di melanina è anche la causa dell’abbronzatura. Comunque, la melanina non guarisce il cancro, anzi ironicamente in certe circostanze può addirittura provocarlo.

Resta la cheratina. Questa è una proteina; e le proteine sono sostanze fantastiche, eh! Gigantesche molecole prodotte dagli organismi che possono fare… beh, un po’ di tutto. Nella maggior parte dei casi agiscono da microscopiche “macchine”, che rendono possibili delle reazioni chimiche, sintetizzando nuove molecole più piccole, oppure dividendole, o ancora cambiando loro forma.
Alcune proteine, però, hanno un ruolo che si dice “strutturale”: semplicemente, “costruiscono” l’organismo – il collagene ne è l’esempio perfetto.

Bene, la cheratina è una proteina strutturale. Avrete probabilmente già sentito dire che è la stessa di cui sono fatti i peli e le unghie… e in effetti è proprio così.

Sembrerebbe, insomma, che ingerire del corno di rinoceronte sia più o meno come mangiarsi le unghie.

Yum
Hmmmmm… puoi proprio sentire quel sapore a metà fra le ossa e le unghie. (Fotogramma da Lloyd-Roberts, Bloody rhino horn trade in Vietnam, 2014)

Ma, ehi, aspetta, potrebbe non essere così. Potrebbero esserci delle altre sostanze, magari non individuate sinora, che guariscono e detossificano. Magari stiamo sottovalutando, che so, la melanina… bisognerebbe fare degli studi. E gli studi sono stati fatti. E sapete che c’è?

Alla prova dei fatti, il corno di rinoceronte funziona. 

I miracoli del corno di rinoceronte

Esatto. Uno studio cinese del 1990 ha scoperto che, iniettando una sospensione di corno di rinoceronte nel peritoneo di alcuni ratti, questo abbassava loro la febbre.
Una quantità enorme di corno. Che faceva effetto dopo quattro ore, per poi fare tornare la temperatura a livelli normali. Lo stesso effetto era ottenuto con altri tre tipi di corna, peraltro.
E, gente, stiamo parlando di iniettarsi questa roba in pancia.

Ah già, gli effetti ottenuti si possono benissimo ottenere con metodi molto più semplici ed economici (e meno sgradevoli, direi).

Erhm… è tutto, temo. Non molto, mi sa. E il cancro? Nope. Niente.
Tutto quello che abbiamo è uno studio di dimensioni mostruose apparso sul Journal of Anatomy che ci dice che l’unico tipo di cheratina che abbia circapiùomenoquasi a che fare col cancro è la cheratina K23.
Che non si trova nel corno del rinoceronte, ma nelle cellule del pancreas umano. E comunque ogni proteina ingerita viene scomposta in aminoacidi, i “mattoni” che la costituiscono, e smette di funzionare.

Non vi offendo andando avanti con la storia dell’antisbornia: in breve, no. Nope. Niente.

Penso di potervi convincere anche senza ricorrere alla chimica: se il corno del rinoceronte funzionasse davvero, state pur certi che le multinazionali del farmaco starebbero già allevando i rinoceronti a migliaia ed io non starei certo scrivendo del rischio che si estinguano.

Peccato, perché sarebbe fantastico. Anche perché il corno del rinoceronte, se viene tagliato a dovere, ricresce. Ma i bracconieri uccidono gli animali anche perché, col ridursi del loro numero, anche i corni diventano sempre più rari, dunque il loro prezzo si alza.

Speculano sull’estinzione di una specie.

white rhino badass guards
Io, comunque, a questi non andrei a rompere le scatole.

L’altra faccia della medaglia

Una volta analizzatala per intero, la storia appare surreale: da un lato ci sono degli asiatici che pagano cifre folli per dei pezzi di corno senza alcuna proprietà medicamentosa. All’altro capo della catena, dei cacciatori di frodo che sterminano volutamente uno degli ultimi grandi mammiferi rimasti sulla faccia della Terra per guadagnare cifre notevoli. E in mezzo dei trafficanti senza scrupoli, che truffano migliaia di persone lucrando somme gigantesche sull’estinzione di queste creature.

Sono state proposte diverse soluzioni, dalla controversa legalizzazione del commercio, che dovrebbe portare ad un maggiore controllo sul numero degli abbattimenti, allo sviluppo di corni artificiali del tutto simili a quelli naturali, in modo da inondare il mercato per far crollare i prezzi e scoraggiare la caccia di frodo. Al momento, però, tre delle cinque specie di rinoceronte sono sull’orlo dell’estinzione.

E tutto per un inutile cumulo di peli induriti.

La verità, però, è sempre sfaccettata: negli ultimi anni, in Vietnam si sta assistendo ad un aumento spaventoso del numero di diagnosi di cancro, con circa 125000 nuovi casi e 95000 morti all’anno. E tutto questo in un Paese che, nonostante sforzi ammirevoli, non è ancora attrezzato ad affrontare l’emergenza con i mezzi davvero efficaci: il Viet Nam National cancer hospital tratta circa 5000 pazienti al giorno, ma dispone di due sole macchine per la radioterapia, che funzionano 18 ore al giorno.

Quel che è peggio, è che il 70% circa delle diagnosi è di tumori al terzo o al quarto stadio. A quel punto, i medici vietnamiti possono tentare solo cure palliative. E’ comprensibile che per queste persone la morte di un animale lontano valga bene una flebile speranza.

Una speranza, purtroppo, che conduce solo ad una inutile tragedia.


GRAZIE di aver letto sin qui! Fatemi sapere che ne pensate nei commenti e se avete domande, curiosità, critiche o commenti vari da fare non esitate, qui o tramite la pagina di Contatto! 

Visto che avete letto fino alla fine questo articolo così deprimente, avete vinto il video di un cucciolo di rinoceronte che vede la neve per la prima volta.

E se l’articolo vi è piaciuto per favore considerate di condividerlo sui social e di seguire il blog e la relativa pagina Facebook! 


C’è una quantità sterminata di fonti al riguardo. Oltre a quelle già indicate lungo l’articolo segnalo altri due splendidi articoli, uno del Time ed uno dell’Atlantic.

Indico quindi un video ad opera di Trace Dominguez di Seeker che mi è stato di enorme aiuto nel rintracciare le fonti medico-chimiche. C’è poi un bellissimo reportage di Sue Lloyd-Roberts della BBC News sullo spaccio dei corni di rinoceronte in Vietnam.

In italiano c’è un video de Le Iene incentrato sul bracconaggio in Namibia, girato assieme all’associazione italiana AIEA. Inoltre è apparso su Query Online un articolo molto più serio di questo, a firma di Sofia Lincos.

8 pensieri riguardo “Le miracolose proprietà del corno di rinoceronte

  1. Hey ma… sono sono riuscita a leggere fino alla fine! E ho sperimentato emozioni leggendo un articolo di chimica (la più intensa: desiderio di segare una protuberanza a un bracconiere)!!! Non solo, ho ottenuto anche un premio finale! Mi sa che l’idea di seguire il tuo blog sia conveniente 😉

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  2. Bell’articolo ! Esaustivo !
    Sono un responsabile di AIEA e ci occupiamo della salvaguardia delle specie in via di estinzione, in particolare modo dei rhino.
    Operiamo anche in Africa facendo antibracconaggio. Se volete darci una mano, potete adottare un rinoceronte seguendo la nostra pagina Facebook o http://www.espertiafrica.It.
    Condivido articolo! Grazie!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te Fabio, non hai idea di quanto mi faccia piacere l’apprezzamento di qualcuno impegnato in prima linea contro il bracconaggio!

      EDIT ho inserito la vostra associazione fra i link al fondo ;).

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  3. Si dovrebbe impregnare il corno dei rinoceronti inqualche cosa di estremamente velenoso e tossico per l’uomo si fa scoraggiarne la caccia.

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  4. Se hai detto che ricrescono non potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di rendere legale la cosa. Facendo eseguire da medici l’operazione è successivamente la vendita attraverso canali leciti. Elimineresti il bracconaggio e si potrebbero ottenere fondi finalizzati a qualche struttura seria.

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    1. E’ sicuramente un’idea molto pragmatica – e anzi non sono abbastanza informato per dirti se già qualche iniziativa analoga non sia in atto. Credo (credo) che la perplessità principale stia nel far soldi fondamentalmente sulla superstizione, anzi incoraggiandola.

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  5. Buongiorno,
    Grazie per aver scritto questo articolo, credo sia davvero utile soprattutto capire chi è coinvolto in questo traffico. Ho letto giusto stamattina che le famose due rinoceronti bianche Najin e Fatu sono appena state uccise dai bracconieri, ed è stata dichiarata estinta la loro razza. È davvero ingiusto, davanti a tanta ignoranza e avidità è difficile trattenersi dal ficcare la testa sotto la sabbia. Soprattutto quando non si hanno le possibilità economiche per intervenire, tuttavia l’informazione in questo caso è d’obbligo.

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